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L'ACQUEDOTTO DELLA LEUCATIA

Dopo le eruzioni del 1536-37 ed il terremoto del 1542 che distrussero l'allora piccolo villaggio etneo di Nicolosi, i monaci del monastero benedettino di San Nicolò l'Arena, decisero di abbandonare la loro sede e di trasferirsi a Catania. Sorto il problema dell'approvvigionamento idrico i monaci, tra il 1593 ed il 1597, dopo avere acquistato dei terreni presso la Leucatia (Canalicchio) particolarmente ricchi d'acqua, decisero di procedere alla costruzione di un acquedotto. Sotto la direzione dell'Abate Mauro Caprara, l'importante opera fu realizzata tra il 1644 ed il 1649.
L'acqua arrivava alla Botte dell'acqua una grande stanza sita nei pressi dell'attuale via Plebiscito. Da li veniva smistata parte verso il monastero, parte, come da accordi presi con il Senato catanese, verso la città.
L'acquedotto venne danneggiato dalla lava nel 1669 e dal terremoto del 1693, ma fu sempre ripristinato.
Oggi, in suo ricordo, restano soltanto pochi ruderi tra la via Leucatia, il Parco Gioieni, via Santa Sofia, via Montessori. Ruderi completamente abbandonati a se stessi...





Fotografie dei resti dell'acquedotto








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